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coltivazione biodinamica certificata
Agricoltura biodinamica
Parte dagli stessi presupposti dell'agricoltura biologica, e difatti molte aziende che praticano la biodinamica sono già certificate biologiche, ma ciò che fa veramente la differenza è l'approccio "dinamico" sia all'agricoltura che in generale all'organismo azienda agricola-uomo-terra. La pratica si basa sugli impulsi all'agricoltura dati da Rudolf Steiner, che già nel 1923 avvertiva che l'agricoltura si era incamminata verso una strada senza futuro.
Lo scopo ultimo di praticare agricoltura biodinamica è quello di stimolare sia la fertilità che la salute di piante, animali e uomo che di essi si nutre. Si utilizzano per questo dei preparati derivati da vegetali, letame e minerali per apportare forza vitale ed equilibrio agli esseri viventi.
Questa è in effetti anche una filosofia di vita per cui va da sé che una volta raccolti i frutti della terra questi vengano lavorati in maniera più leggera possibile per non diminuirne le proprietà nutrizionali. Molti studi e anni di pratica hanno dimostrato ad esempio, che l'uva coltivata biodinamicamente, raggiunge livelli qualitativi più alti, con bucce più spesse, bacche più sane e con un corredo microbiologico indigeno ricco e variegato.
Quando la base di partenza, ovvero l'uva, è di ottima qualità allora anche la successiva lavorazione risulta meno problematica e dà risultati migliori, perchè una volta in cantina non c'è niente da correggere, aggiungere o togliere per arrivare a fare un buon vino.
Il vino dovrebbe essere il risultato di uva spremuta, fermentata e affinata. Niente di più e niente di meno.
Quando in cantina sono necessarie operazioni come aggiunta di lieviti e batteri industriali (ora anche OGM), nutrimento azotato per questi microrganismi, tannini, acidificazione o disacidificazione, mosto concentrato, uso di ferrocianuro di potassio (sì, CIANURO), albumina, colla di pesce, caseina, bentonite e dosi massicce di anidride solforosa, allora vuol dire che si è sbagliato qualcosa lungo la strada. E in bottiglia avremo un prodotto che sarebbe di certo controindicato a vegetariani, persone sensibili o allergiche e dove il grado alcolico è l'ultimo dei nostri problemi.
Un produttore coscienzioso, che ama il suo lavoro prima di tutto coltiva l'uva in modo biologico o biodinamico e poi continua questa pratica di salubrità anche in cantina. Il risultato sarà un vino vivo, con un corredo tannico/polifenolico che gli permette di difendersi bene da ossidazioni e alterazioni varie e che quindi, oltre a non aver bisogno di lieviti per fermentare, o altre correzioni, necessita anche di pochissima o nessuna anidride solforosa per mantenersi nel tempo.
Attualmante DEMETER è l’unico certificato che attesta la coltivazione biodinamica e riguarda soltanto la coltivazione agricola. Come già accennato precedentemente, la produzione vinicola riguarda due fasi distinte: la coltivazione dei vigneti e la fase di vinificazione, per la quale attualmente non esistono ancora alcune direttive biodinamiche. È evidente che la certificazione DEMETER è stata pensata unicamente per l’agricoltura ma non per la produzione vinicola. Per cui, alcune aziende hanno scelto di non avvalersi di questo certificato, anche se di fatto seguono nella fase della vinificazione la biodinamica. Nel nostro shop vengono segnalati solo produttori che seguono la biodinamica anche nella fase di vinificazione.
Parte dagli stessi presupposti dell'agricoltura biologica, e difatti molte aziende che praticano la biodinamica sono già certificate biologiche, ma ciò che fa veramente la differenza è l'approccio "dinamico" sia all'agricoltura che in generale all'organismo azienda agricola-uomo-terra. La pratica si basa sugli impulsi all'agricoltura dati da Rudolf Steiner, che già nel 1923 avvertiva che l'agricoltura si era incamminata verso una strada senza futuro.
Lo scopo ultimo di praticare agricoltura biodinamica è quello di stimolare sia la fertilità che la salute di piante, animali e uomo che di essi si nutre. Si utilizzano per questo dei preparati derivati da vegetali, letame e minerali per apportare forza vitale ed equilibrio agli esseri viventi.
Questa è in effetti anche una filosofia di vita per cui va da sé che una volta raccolti i frutti della terra questi vengano lavorati in maniera più leggera possibile per non diminuirne le proprietà nutrizionali. Molti studi e anni di pratica hanno dimostrato ad esempio, che l'uva coltivata biodinamicamente, raggiunge livelli qualitativi più alti, con bucce più spesse, bacche più sane e con un corredo microbiologico indigeno ricco e variegato.
Quando la base di partenza, ovvero l'uva, è di ottima qualità allora anche la successiva lavorazione risulta meno problematica e dà risultati migliori, perchè una volta in cantina non c'è niente da correggere, aggiungere o togliere per arrivare a fare un buon vino.
Il vino dovrebbe essere il risultato di uva spremuta, fermentata e affinata. Niente di più e niente di meno.
Quando in cantina sono necessarie operazioni come aggiunta di lieviti e batteri industriali (ora anche OGM), nutrimento azotato per questi microrganismi, tannini, acidificazione o disacidificazione, mosto concentrato, uso di ferrocianuro di potassio (sì, CIANURO), albumina, colla di pesce, caseina, bentonite e dosi massicce di anidride solforosa, allora vuol dire che si è sbagliato qualcosa lungo la strada. E in bottiglia avremo un prodotto che sarebbe di certo controindicato a vegetariani, persone sensibili o allergiche e dove il grado alcolico è l'ultimo dei nostri problemi.
Un produttore coscienzioso, che ama il suo lavoro prima di tutto coltiva l'uva in modo biologico o biodinamico e poi continua questa pratica di salubrità anche in cantina. Il risultato sarà un vino vivo, con un corredo tannico/polifenolico che gli permette di difendersi bene da ossidazioni e alterazioni varie e che quindi, oltre a non aver bisogno di lieviti per fermentare, o altre correzioni, necessita anche di pochissima o nessuna anidride solforosa per mantenersi nel tempo.
Attualmante DEMETER è l’unico certificato che attesta la coltivazione biodinamica e riguarda soltanto la coltivazione agricola. Come già accennato precedentemente, la produzione vinicola riguarda due fasi distinte: la coltivazione dei vigneti e la fase di vinificazione, per la quale attualmente non esistono ancora alcune direttive biodinamiche. È evidente che la certificazione DEMETER è stata pensata unicamente per l’agricoltura ma non per la produzione vinicola. Per cui, alcune aziende hanno scelto di non avvalersi di questo certificato, anche se di fatto seguono nella fase della vinificazione la biodinamica. Nel nostro shop vengono segnalati solo produttori che seguono la biodinamica anche nella fase di vinificazione.
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